Progettare una lente multifocale dinamica
Un occhiale progressivo non è una lente “che fa tutto”.
È una lente multifocale con progressione di potere continua lungo un corridoio centrale, che collega zona per lontano,
intermedio e vicino.
Su cosa si basa
Il suo funzionamento si basa su:
- Gradiente di potere diottrico verticale
- Presenza di astigmatismi periferici indotti
- Distribuzione controllata delle aberrazioni laterali
- Gestione del campo utile dinamico
Ed è proprio la gestione di queste variabili che determina comfort o disagio.
Come il Protocollo Occhiale Perfetto® risolve il problema
Fase 1 – Controllo motorio
Nel progressivo i movimenti oculari sono fondamentali.
Se il soggetto utilizza più movimenti di testa rispetto ai movimenti oculari, la scelta del design deve essere diversa.
Valutiamo:
- Saccadi orizzontali
- Stabilità in fissazione
- Coordinazione oculomotoria
Perché un corridoio progressivo stretto richiede controllo preciso.
Fase 2 – Visione binoculare
Il progressivo amplifica eventuali squilibri.
Valutiamo:
- Forie orizzontali e verticali
- Riserva fusionale
- Convergenza prossimale
Un soggetto con scarsa riserva fusionale necessita una progettazione più morbida e campi laterali meglio distribuiti.
Fase 3 - Elasticità visiva
Analizziamo:
- Ampiezza accomodativa residua
- Flessibilità accomodativa
- Lag accomodativo
Un presbite precoce con buona elasticità richiede una progressione diversa rispetto a un soggetto con accomodazione rigida.
Fase 4 – Applicazione tecnica
Qui entriamo nel tecnico:
- Altezza di montaggio reale
- Distanza interpupillare monoculare
- Angolo pantoscopico
- Distanza apice corneale–lente
- Avvolgimento montatura (face form)
Scegliamo: - Design free-form digitale
- Geometria personalizzata
- Lunghezza corridoio coerente con montatura
- Distribuzione aberrazioni in base allo stile di vita