Un visore per la realtà virtuale supportato dal software MATRICE DIGITALE®, appositamente progettato per analizzare la dinamica dello sguardo di un paziente specifico, consente di misurare i movimenti degli occhi e della testa in modo controllato nel Metaverso un ambiente noto privo di condizioni esterne.
Questo strumento esegue un test di stimolo che tiene conto di tutte le distanze di visualizzazione in un ambiente controllato. La realtà virtuale permette di simulare il mondo esterno in maniera digitale fornendo la massima immersione possibile in un ambiente multisensoriale. Questa immersione consente all’utente di vivere l’esperienza in prima persona, permettendogli di vedere e sentire come se si trovasse davvero all’interno del mondo virtuale. L’utilizzo di questa tecnologia permette di controllare, in ogni momento, l’oggetto che viene utilizzato come stimolo e la sua posizione, annullando l’interfaccia utente-dispositivo e stabilendo una relazione diretta tra di loro.
Una volta che l’utente entra nell’ambiente virtuale la sua dinamica di visione sarà valutata, grazie ai movimenti pilotati, sia nella sua posizione abituale che nelle varie condizioni di luce, fornendo una diagnosi ripetibile e obiettiva.
La durata del test è di circa 2 minuti, durante i quali la dinamica dello sguardo sarà valutata da una distanza prossima fino all’infinito in modo fluido, il che ci permette di affermare che la dinamica dello sguardo viene valutata in un ambiente multidimensionale.
Questo esame permette di avere un campo di visione binoculare ottimale e offre uno spazio illimitato simulando il movimento naturale dello sguardo.
La Dinamica dello sguardo è il comportamento del sistema oculomotore umano (testa, collo, occhi) che si ha quando l’individuo segue con lo sguardo gli oggetti che catturano la sua attenzione e che sono fondamentali per l’attività che sta svolgendo. L’impronta digitale visiva è unica per ogni persona, poiché ogni individuo ha un modo diverso di vedere.
Perché la dinamica dello sguardo possa essere considerata come tale l’ambiente visivo dell’utente deve essere libero da qualsiasi restrizione, ciò significa che nessun elemento nell’ambiente circostante impedisce all’individuo di guardare gli oggetti in modo naturale. Definiamo quindi l’ambiente visivo come l’area spaziale che una persona può vedere eseguendo naturalmente la combinazione dei movimenti degli occhi e della testa.
La dinamica dello sguardo si acquisisce nell’infanzia e si affina nel corso della vita con lo sviluppo del sistema oculomotore in risposta agli stimoli ambientali
I movimenti oculari dipendono dal sistema oculomotore e svolgono due funzioni principali: individuare l’immagine degli oggetti nel campo visivo foveale e parafoveale e mantenere l’immagine in quella posizione. Tra i diversi tipi di movimenti oculari, i movimenti di inseguimento (vedi illustrazione) sono i più importanti quando si studia la dinamica dello sguardo.
I movimenti di inseguimento sono volontari, cioè si verificano in modo coordinato in entrambi gli occhi. La loro funzione è quella di mantenere sulla fovea l’immagine di un oggetto che si muove nello spazio.
Sono necessari per poter osservare l’ambiente nella sua interezza. La loro funzione all’interno della dinamica dello sguardo è quella di correggere i movimenti oculari per garantire una corretta fissazione nella fovea.
Per eseguire i movimenti della testa, usiamo la combinazione testa-collo. Quando la testa è ruotata, il sistema oculomotore provoca una torsione degli occhi che mira a compensare la perdita di verticalità che l’immagine retinica subirebbe in queste condizioni. La torsione RVO (Riflesso vestibolo-oculare) (vedi illustrazione) è responsabile di questo processo.
Quindi, quando la testa è ruotata a destra, gli occhi si spostano a sinistra, viceversa, se a sinistra, gli occhi si spostano a destra.
L’ottico-optometrista grazie ad un’interfaccia web ottiene un codice con il diagramma della dinamica dello sguardo, unica per ciascuno dei pazienti e indicatada un codice VMAP.
Questo strumento permette ai professionisti di rilevare le principali caratteristiche della mappa generata durante il test e di offrire una diagnosi rigorosa e precisa della dinamica dello sguardo di ogni paziente da cui vengono costruite le lenti progressive ANIMA®.